mercoledì 28 marzo 2012

Bolognario #1: il Trapassato

In principio fu il verbo.
Un verbo semplice, tipo indicativo presente.
Poi, la complessità postmoderna e la deriva dei continenti hanno reso tutto difficile, e le droghe troppo sintetiche.
Questo per dire che i tempi sono cambiati, e con loro anche i personaggi storici di questa città.
Come introduzione è proprio fuori tema, ma al Bolognario bisogna volere bene lo stesso, come a un figlio scemo.

Tempo fa ero alla stazione centrale di Bologna e aspettavo un' amica.
Arrivato in anticipo, ho cominciato a gironzolare sotto i portici, di fronte a Piazza Medaglie d'Oro, alla ricerca di un caffè che non odorasse di etanolo.
E a un certo punto ho visto LUI.
Fermo in mezzo al portico. Vestito come una persona normale. Capelli rasati e nuca visibilmente sudata.
Tutto normale ma non la posa: una paralisi muscolare che lo bloccava nella posizione del cherubino volante, le palpebre tremanti semichiuse al mondo.
Non vedevo un esemplare da parecchio tempo, e di solito li avvistavo nei parchi al tramonto, prima che l'arrivo della notte li trasformasse in murales urbani spiaccicati come rondini in autostrada (you know?).
Una turista giapponese stava già provando a farlo entrare nell'inquadratura della sua nikon, probabilmente pensando si trattasse di un mimo. Beata ignoranza che non permette alla gente nipponica di riconoscere l'animale numero uno della nostra enciclopedia: il trapassato.

I saggi narrano che il trapassato mosse i primi passi nella fauna urbana bolognese a metà anni 80. Di varia estrazione sociale, si caratterizza per essere molto magro, molto irritabile, e molto sudato. Il trapassato non è semplicemente colui che immagini strafatto di qualunque cosa. Il trapassato si distingue spesso dal tossico comune perchè è, effettivamente, trapassato da aghi di vario tipo, spesso nei posti più improbabili, anche dove non batte il sole, per intenderci.
Il trapassato è "cotto e mangiato" si fa e collassa dove si trova al momento, sia un parcheggio, l'anagrafe comunale o la sezione surgelati dell'Ecu.
Proprio per questa sua condizione magica e imprevedibile non è presente in rete e nei nostri archivi nessun tipo di fotografia che ne documenti l'esistenza, e allora abbiamo scovato per voi un'immagine dimostrativa della paresi da eroina, Francesca Schiavone ai Roland Garros.




La missione

C’è gente che è dentro, e gente che è fuori.

Ma non sempre essere fuori da tutto è negativo. A volte ti aiuta a sviluppare quella curiosità scientifica che permette di diventare un osservatore non partecipante della fauna urbana cittadina.

E per questo ci siamo presi la briga di classificare, con zelo mendeliano, tutti i tipi urbani che abitano la variopinta città dotta, animano le sue serate e si ritrovano sotto i suoi portici come sotto le braccia tiepide di una grande mamma.

Ma abbiamo bisogno anche di te!

Invia la tua segnalazione a bolognario@libero.it con foto, descrizioni, clip audio dei personaggi metropolitani o dei casi umani del tuo cuore, e noi ne faremo un post che arricchirà la nostra enciclopedia urbana ma anche un pò la memoria storica di questa città.

E' tutto, seguiteci!